1.3 Le politiche nazionali per il digitale: il PNRR e la Strategia Italia digitale 2026

Il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) arrow-up-rightsi inserisce nel programma Next Generation EU arrow-up-right(NGEU), il pacchetto da 750 miliardi di euro concordato dall’Unione Europea in risposta alla pandemia.

Il PNRR contiene un pacchetto di riforme strutturali e investimenti per il periodo 2021-2026.

La dotazione complessiva è di oltre 235 miliardi: ai 191,50 mld del PNRR si aggiungono 30,6 mld del Fondo nazionale complementare (FNC) e 13 mld del Fondo ReactEU.

Il Piano si articola in 6 Missioni, quali aree tematiche prioritarie di intervento.

Le Missioni si articolano in Componenti, aree di azione che affrontano sfide specifiche, composte a loro volta da 197 misure (tra Investimenti e Riforme).

Figura 1.4: Composizione del PNRR per missioni e componenti. Fonte: Piano nazionale di ripresa e resilienzaarrow-up-right pag.24

Le sei missioni del PNRR sono declinate in 3 assi strategici condivisi a livello europeo (digitalizzazione e innovazione, transizione ecologica, inclusione sociale) e connesse a 3 priorità trasversali (pari opportunità generazionali, di genere e territoriali).

La Missione 1arrow-up-right del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza è dedicata a “Digitalizzazione, Innovazione, Competitività, Cultura e Turismo” e si pone l’obiettivo di dare un impulso decisivo al rilancio della competitività e della produttività del Sistema Paese, attraverso un intervento profondo, che agisca su più elementi chiave per la crescita del nostro sistema economico:

  • la connettività per cittadini, imprese e pubbliche amministrazioni

  • una PA moderna e alleata dei cittadini e del sistema produttivo

  • la valorizzazione del patrimonio culturale e turistico, anche in funzione di promozione dell’immagine e del brand del Paese.

Figura 1.5 : Missioni e risorse allocate dal PNRR Fonte Piano nazionale di ripresa e resilienzaarrow-up-right pag.23

Lo sforzo di digitalizzazione e innovazione è centrale in questa Missione, ma riguarda trasversalmente anche tutte le altre. La digitalizzazione è infatti una necessità trasversale, in quanto riguarda il continuo e necessario aggiornamento tecnologico nei processi produttivi; le infrastrutture nel loro complesso, da quelle energetiche a quelle dei trasporti, dove i sistemi di monitoraggio con sensori e piattaforme dati rappresentano un archetipo innovativo di gestione in qualità e sicurezza degli asset (Missione 2arrow-up-right e Missione 3arrow-up-right); la scuola, nei programmi didattici, nelle competenze di docenti e studenti, nelle funzioni amministrative, della qualità degli edifici (Missione 4arrow-up-right); la sanità, nelle infrastrutture ospedaliere, nei dispositivi medici, nelle competenze e nell’aggiornamento del personale, al fine di garantire il miglior livello di assistenza sanitaria a tutti i cittadini (Missioni 5arrow-up-right e Missione 6arrow-up-right).

La Componente 1 della Missione (M1C1) ha l’obiettivo di trasformare in profondità la pubblica amministrazione attraverso una strategia centrata sulla digitalizzazione.

L’obiettivo è rendere la pubblica amministrazione la migliore “alleata” di cittadini e imprese, con un’offerta di servizi sempre più efficienti e facilmente accessibili, agendo sugli aspetti di “infrastruttura digitale”, spingendo la migrazione al cloud delle amministrazioni, accelerando l’interoperabilità tra gli enti pubblici, snellendo le procedure secondo il principio “once only” e rafforzando le difese di cybersecurity.

Dall’altro lato vengono estesi i servizi ai cittadini, migliorandone l’accessibilità e adeguando i processi prioritari delle Amministrazioni centrali agli standard condivisi da tutti gli Stati Membri dell'UE. Questo sforzo sul lato dell’offerta, da parte della PA, di un servizio digitale performante è accompagnato da interventi di supporto per l’acquisizione e l’arricchimento delle competenze digitali (in particolare quelle di base), realizzati in coordinamento con le altre Missioni del Piano.

Infine, a complemento degli interventi di digitalizzazione e concorrendo ai medesimi obiettivi di produttività, competitività ed equità del sistema economico-sociale, la Componente 1 si prefigge il rafforzamento delle competenze del capitale umano nella pubblica amministrazione e una drastica semplificazione burocratica.

Figura 1.6: Schema obiettivi generali Missione 1 Componente 1 Fonte Piano nazionale di ripresa e resilienzaarrow-up-right pag 90

Figura 1.7: gli investimenti della Missione 1-Componente 1 del PNRR Fonte https://www.governo.it/sites/governo.it/files/PNRR.pdfarrow-up-right

Il 27% delle risorse totali del Piano nazionale di ripresa e resilienzaarrow-up-right è dedicato alla transizione digitale, secondo una strategia per l’Italia digitale che riguarda da un lato le infrastrutture digitali e la connettività a banda ultra larga e dall'altro tutti quegli interventi volti a trasformare la PA in chiave digitale, ma anche specifici interventi e finanziamenti per la sanità digitale (Missione 6, C1 e C2) e per l'istruzione e l'innovazione (Missione 4, C1).

Figura 1.8: Risorse del PNRR dedicate alla transizione digitale Fonte MIDT: Il Piano nazionale di ripresa e resilienza

A livello nazionale, gli obiettivi e le iniziative per il digitale nel PNRR sono raccolti nella Strarrow-up-rightategarrow-up-rightia Italia digitale 2026arrow-up-right che si concentra da un lato sulle infrastrutture digitali e la connettività a banda ultra-larga dall’altro, su quegli interventi volti a trasformare la pubblica amministrazione in chiave digitale. Come specificato nella Strategia, i due assi sono necessari per garantire a tutti i cittadini un accesso a connessioni veloci e per migliorare il rapporto tra cittadino e pubblica amministrazione.

Gli interventi hanno come traguardo principale quello di mettere l'Italia nel gruppo di testa in Europa nel 2026, ponendosi i seguenti ambiziosi obiettivi:

  • diffondere l’identità digitale, assicurando che venga utilizzata dal 70% della popolazione

  • colmare il gap di competenze digitali, con almeno il 70% della popolazione che sia digitalmente abile

  • portare circa il 75% delle PA italiane a utilizzare servizi in cloud

  • raggiungere almeno l’80% dei servizi pubblici essenziali erogati online

  • raggiungere, in collaborazione con il Mise, il 100% delle famiglie e delle imprese italiane con reti a banda ultra-larga

Figura 1.9: confronto tra gli obiettivi europei del Digital compass (2030 ) e quelli nazionali del Programma “Italia Digitale 2026” Fonte MIDT

Le politiche nazionali di trasformazione digitale, oltre l’accelerazione dovute a questi due anni di pandemia e ai fondi messi oggi a disposizione dal PNRR, sono state definite e implementate a partire dal 2017 attraverso lo strumento del Piano Triennale per l’informatica nella Pubblica Amministrazionearrow-up-right.

L’aggiornamento 2021-2023 del Piano triennale rappresenta la naturale evoluzione dei tre Piani precedenti: in particolare, consolida l’attenzione sulla realizzazione delle azioni previste e sul monitoraggio dei risultati e introduce alcuni elementi di novità connessi all’attuazione PNRR e alla vigilanza sugli obblighi di trasformazione digitale della PA, avendo a riferimento la rappresentazione semplificata del Modello strategico di evoluzione del sistema informativo della PA, che descrive in maniera funzionale la trasformazione digitale, attraverso due livelli trasversali relativi a interoperabilità e sicurezza informatica e, quattro livelli verticali integrati che correlano gerarchicamente le infrastrutture, le piattaforme, i dati, i servizi e volte alla costituzione del “sistema operativo” per il Paese.

Figura 1.10: - Modello strategico di evoluzione del sistema informativo della Pubblica Amministrazione. Fonte Piano nazionale 21-23 pag. 71

Last updated