3.2 Reti ultraveloci - Banda ultralarga e 5G
Premessa
Con 6,71 miliardi di euro impegnati dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, l’Italia si appresta a diventare un territorio interamente servito da connessioni digitali superveloci, colmando il digital divide che ancora penalizza il territorio italiano, in particolare le aree più interne e periferiche.
L'obiettivo dell'investimento è quello di garantire entro il 2026 una connettività a 1 Gigabit al secondo per circa 7 milioni di indirizzi (numeri civici) in tutta Italia e la copertura 5G nelle aree a fallimento di mercato. Riguardo alla copertura 5G, verranno forniti incentivi per la realizzazione di rilegamenti in fibra ottica di siti radiomobili esistenti e per la costruzione di nuove infrastrutture di rete mobili.[33] Le indicazioni ricevute dall’Europa richiedono ai Paesi membri di permettere che, entro il 2030, tutte le famiglie dell’Ue possano beneficiare di una connettività ultraveloce e che le zone abitate siano coperte dalle reti 5G. Il Governo italiano ha anticipato questi esiti al 2026 adottando, tramite il Comitato interministeriale per la transizione digitale, la “Strategia italiana per la banda ultralarga – Verso la Gigabit Society”, nota anche come Strategia BUL.
La spinta offerta dal PNRR, pertanto, accelera gli investimenti sia verso le infrastrutture sia verso le competenze digitali, promuovendo la domanda di servizi di connettività a banda ultralarga e stimolando la capacità di spesa di famiglie e imprese con strumenti che incentivano l’effettiva adesione degli utenti a tali servizi.
La recente emergenza sanitaria ha evidenziato una serie di vulnerabilità nei sistemi nazionali, non solo in Italia ma in tutto il mondo, incluse le grandi potenze economiche. Le debolezze non sono solo riferibili alla tenuta dei sistemi sanitari, ma risultano connesse anche e soprattutto alla capacità di riorganizzare in maniera rapida ed efficiente i vari comparti dell’attività pubblica e privata (industria, commercio, amministrazione, servizi, scuola) a seguito di grandi eventi avversi.
Ma la situazione di contingenza emergenziale ha evidenziato anche il ruolo strategico del settore ICT a livello territoriale, in particolare considerando le penalizzazioni legate all’orografia del territorio e alla bassa densità abitativa che elevano in modo sensibile il break even per gli investimenti privati. In primis è pertanto necessario porre in essere una serie di azioni finalizzate ad accelerare la naturale evoluzione dei processi di infrastrutturazione, essendo le reti a banda ultra larga il fattore abilitante per quei servizi innovativi in grado di far crescere il territorio.
PNRR M1C2 - Investimento 3. Reti ultraveloci (banda ultralarga e 5G)
L'obiettivo dell'investimento è di garantire entro il 2026 una connettività a 1 Gbps per circa 8,5 milioni di famiglie, imprese ed enti nelle aree periferiche e la copertura 5G su tutto il territorio, per oltre 6 miliardi di investimenti a livello nazionale. Per raggiungerlo, verranno semplificati i processi di autorizzazione e costruite nuove infrastrutture. L'investimento comprende cinque Sub-Investimenti:
3.1. “Italia a 1 Giga”, che fornirà connettività a 1 Gigabit/s in download e 200 Mbit/s in upload nelle aree di fallimento del mercato di accesso di nuova generazione (NGA) grigia e nera.
3.2. “Italia 5G”, che dovrà fornire connessioni 5G nelle aree a fallimento di mercato, ovvero aree in cui non sono state realizzate reti mobili, oppure sono disponibili solo reti 3G e non sono previste reti mobili 4G e/o 5G nel prossimo futuro o c'è un fallimento del mercato dimostrato
3.3. “Scuola connessa”, che doterà gli edifici scolastici di connettività a banda larga 1 Gigabit/s
3.4. “Sanità connessa”, che fornirà connettività a banda larga 1 Gigabit/s alle strutture sanitarie pubbliche
3.5. “Collegamento isole minori”, che fornirà connettività a banda ultra larga alle isole minori selezionate prive di collegamenti in fibra con il continente.

Le iniziative provinciali
Trentino in rete
Obiettivi
Il progetto Trentino in rete raccoglie le iniziative realizzate e in programma per migliorare la connettività ad internet sul territorio trentino.
Situazione attuale
La situazione delle infrastrutture finalizzate a dare connettività all’utenza nella provincia di Trento è molto diversificata in virtù della particolare orografia del territorio, ma anche per la presenza di più operatori che svolgono il loro ruolo con modalità tecniche e commerciali molto diverse. Sulla base della diversa capacità di attrarre investimenti privati, il territorio è stato suddiviso in 3 aree:
- area nera, che presenta condizioni che hanno reso conveniente la realizzazione della banda ultra larga completamente a carico di operatori privati
- area bianca, dove l’investimento per la realizzazione della rete pubblica è stato realizzato completamente dal servizio pubblico con l’obiettivo di portare la fibra nelle case, in modalità Fiber To The Home - FTTH, e di coprire, se questo non fosse possibile per motivi fisici o geografici, con antenna da installare presso l'abitazione in modalità Fixed Wireless Access
- area grigia, nella quale rientra la maggior parte del territorio, che ha visto un co-investimento privato e pubblico.
Relativamente alle aree nere, attualmente la presenza principale è sicuramente quella di TIM, che fra i suoi asset detiene una rete di dorsale in fibra ottica e la rete di accesso in rame. Questa rete consente di erogare in estrema sintesi tre tipologie di servizio:
l’ADSL (fino a 20 Mbps in download) a circa il 99% delle utenze provinciali;
VDSL (fino a 200 Mbps in download – (vedi figura 1 e tabella 1) a circa l’86% delle utenze;
FTTH (Fiber To The Home – da 100 Mbps in su sia in download che in upload) nell’area di Trento (copertura al 75%) e prime realizzazioni a Rovereto e Riva del Garda.
Tale servizio è supportato grazie alla realizzazione del cosiddetto ultimo miglio in fibra ottica da parte della sua controllata FiberCop.
Diversamente, nelle aree a fallimento di mercato, le cosiddette aree bianche, esiste una roadmap definita da Open Fiber, in qualità di concessionario individuato con gara da Infratel Italia -società in-house dello Stato- per raggiungere le utenze con la tecnologia FTTH.
I lavori di infrastrutturazione sono partiti il 3 agosto 2018 sul primo comune in Trentino, Carisolo, e ad oggi hanno portato alla realizzazione e al completamento della rete in 88 Comuni: in particolare risultano 88 comuni FTTH con lavori finiti e in vendita e 81 comuni con rete FWA attiva e in vendita (104 comuni offrono entrambe le opzioni).
A questo quadro si aggiungono gli oltre 1.100 km di fibra ottica della dorsale e i circa 700 km delle distribuzioni, realizzati in passato da Trentino Network, che garantiscono la connettività alla pubblica amministrazione trentina, con più di 2.000 sedi e uffici pubblici collegati.
In tale ambito si sono cablate in fibra ottica le sei principali aree industriali del Trentino (Ravina, Spini di Gardolo, Rovereto Sud, Volano, Arco-Linfano, Mori), dove l’infrastruttura raggiunge oltre 2.400 attività produttive. Sono state inoltre cablate due aree miste residenziali/industriali a Trento e a Tione. In provincia infine oltre 4.000 utenze domestiche sono cablate da Cedis (Storo), CEP (Val di Fassa), Acsm (Primiero).
In Trentino sono poi presenti operatori quali Eolo e Tecnodata in grado di fornire servizi voce e internet mediante rete radio in modalità punto-punto o punto-multipunto con tecnologie FWA e HiperLan. Questi consentono un livello di copertura del territorio che supera il 90% delle potenziali utenze, e il servizio erogato è a 100 Mbps in download per poco meno della metà delle utenze, mentre per le restanti è a 30 Mbps. Considerato che la copertura è il risultato di una simulazione, nella realtà la vendibilità del servizio riguarda circa l’85% delle potenziali utenze coperte. A questi recentemente si è aggiunta la rete FWA di Open Fiber, con 49 installazioni completate nel corso del 2021 disponibili all’utilizzo di più operatori.
I servizi a banda larga sono inoltre disponibili a mezzo delle reti di telefonia mobile, in particolare tramite quelle di quarta generazione (LTE) di Tim, Vodafone Italia, Wind Tre e Iliad Italia, sulle quali operano altresì una serie di operatori virtuali. Tali reti hanno evidentemente un buon grado di copertura negli ambiti vallivi, mentre scontano le criticità dovute alla particolare orografia del Trentino nelle aree più periferiche e a minor densità abitativa.
Infine, un ruolo importante e strategico rivestono la rete Trentino WiFi, presente in tutta la provincia e vocata per dare servizio in luoghi circoscritti come le piazze o in ambienti indoor, e la Rete Tetra per i servizi di emergenza, che copre ormai circa il 90% del Trentino.
Prospettive per il triennio 2022-2024
Il programma di infrastrutturazione più importante attualmente in essere è quello di Open Fiber per le aree bianche, la cui conclusione è prevista per il 2023. Tale programma prevede la copertura di circa 212.000 unità immobiliari con tecnologia FFTH e di circa 26.000 unità immobiliari con tecnologia radio FWA in 176 Comuni con uno sviluppo complessivo della rete in fibra ottica di oltre 2.000 chilometri.
Entro il 2023 sarà concluso il collegamento di tutte le scuole del Trentino con la rete della dorsale.
A livello nazionale è poi in fase di aggiudicazione il Bando Italia 1 Giga, con il quale si richiede all’appaltatore di fornire connettività ≥ 1 Gbit/s in download e 200 Mbit/s in upload alle UI che risultano non coperte (e non lo saranno entro il 2026) da almeno una rete in grado di raggiungere una velocità in download ≥ 300 Mbit/s. Per il territorio della Provincia autonoma di Trento il contributo garantito dallo Stato all’operatore vincitore è nell’ordine di 39 milioni di euro.
Per quanto riguarda le tecnologie radio alternative alle connessioni fisse cablate, oltre agli operatori storici Eolo e Tecnodata che hanno una copertura territoriale significativa, nel prossimo triennio si affiancherà FastWeb, con un primo cluster (20-21) di presenza a Rovereto, un secondo cluster (21-22) per i comuni di Riva del Garda, Arco e Pergine Valsugana, e un terzo cluster (22-23) riguardante il Primiero con San Martino di Castrozza. E’ stato altresì ipotizzato un possibile intervento su Trento per coprire aree attualmente non servite dalla banda ultra larga wired.
Relativamente alle reti di telefonia mobile, e più specificatamente a quelle in tecnologia 5G, è prevista la copertura del 90% del territorio provinciale da parte dei principali operatori nei prossimi cinque anni, con le prime attivazioni del servizio a Trento effettuate nel corso del 2021.
Il 5G, oltre a garantire una maggiore disponibilità di banda per le connessioni in mobilità, permetterà la realizzazione di una rete di sensori (IOT), per supportare i servizi della pubblica amministrazione.
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