1.2 Le politiche europee per il digitale: la Bussola Digitale per il 2030

La Commissione europea ha adottato il 9 marzo 2021 il programma di riforme Com(2021)118 final “Bussola per il digitale 2030: il modello europeo per il decennio digitale"arrow-up-right.

Il programma integra, di fatto, le attività già avviate dalla Commissione nel corso del 2020, con specifico riferimento alla Com(2020) 67 final “Plasmare il futuro digitale dell’Europa”arrow-up-right del 20 febbraio 2020 e alle iniziative legate alla stessa già in corso di sviluppo, riorganizzando e riformulando le iniziative in un quadro di azioni con obiettivi specifici al 2030.

L’impostazione del programma di riforme riflette l’esperienza della pandemia e in particolare la spinta che la stessa ha dato alla diffusione nell’utilizzo del digitale e la relativa accelerata sperimentazione sul campo, inserendosi nella prospettiva della Com(2020) 456 final “Il momento dell'Europa: riparare i danni e preparare il futuro per la prossima generazionearrow-up-right (Next Generation Eu). É dunque un nuovo riferimento di livello sovranazionale anche per la programmazione e l’attuazione dei Piani nazionali di ripresa e resilienza nei quali almeno il 20% della spesa va destinato alla transizione digitale.

La Commissione europea sintetizza il programma di riforme con una bussola per mappare la traiettoria dell’Europa, definita da quattro “punti cardinali”: competenze, trasformazione digitale delle imprese, infrastrutture digitali sicure e sostenibili, digitalizzazione dei servizi pubblici.

Figura 1.2: La “Bussola per il digitale 2030, il modello europeo per il decennio digitale” che si sviluppa intorno a quattro punti cardinali. Fonte: https://ec.europa.eu/info/strategy/priorities-2019-2024/europe-fit-digital-age/europes-digital-decade-digital-targets-2030_itarrow-up-right
Figura 1.3: “Bussola per il digitale 2030, il modello europeo per il decennio digitale” Riassunto degli indicatori chiave di prestazione (IPC/KPI) Fonte: https://ec.europa.eu/info/strategy/priorities-2019-2024/europe-fit-digital-age/europes-digital-decade-digital-targets-2030_itarrow-up-right

Più nel dettaglio:

Per le competenze il riferimento resta il “Piano d'azione per l'istruzione digitale 2021-2027arrow-up-right”, adottato il 30 settembre 2020, e l’ancora più recente, 4 marzo 2021, “Piano d’azione sul pilastro europeo dei diritti sociali” il quale indica come obiettivo il possesso da parte di almeno l'80% delle persone di età compresa tra i 16 e i 74 anni delle competenze digitali di base. La Commissione con la “Bussola per il digitale 2027” aggiunge anche l’obiettivo di avere - al 2030 - almeno 20 milioni di specialisti in ICT con convergenza tra uomini e donne. Si fissa chiaramente il principio che il possesso delle competenze digitali di base è un diritto per tutti i cittadini europei, e che la formazione degli adulti lungo tutto l’arco della vita deve divenire una realtà. Sono ribaditi i principi che le competenze digitali dovrebbero anche costruire una società che possa fidarsi dei prodotti digitali e servizi online, identificare disinformazione e tentativi di frode, proteggersi da attacchi informatici, truffe e frodi online e in cui i bambini imparano a comprendere e navigare attraverso la miriade di informazioni a cui sono esposti online.

Per i servizi pubbliciarrow-up-right l'obiettivo dell'Ue è garantire - entro il 2030 - che la vita democratica e i servizi pubblici online siano pienamente accessibili a tutti, comprese le persone con disabilità, e beneficiare di un ambiente digitale di prim'ordine che fornisca servizi e strumenti di facile utilizzo, efficienti e personalizzati con elevati standard di sicurezza e privacy. L’innovazione dei servizi pubblici include l’utilizzo di capacità avanzate con l’uso dell’intelligenza artificiale e della realtà virtuale. Le applicazioni andranno dalla telemedicina, alla definizione normata dell’identità digitale per un pieno utilizzo delle opportunità dei servizi online da parte dei cittadini garantendo la privacy, a sistemi di giustizia che garantiscano anche il pieno rispetto della legalità online come offline. Al 2030 la Commissione europea indica questi obiettivi:

a) 100% dei servizi chiave della pubblica amministrazione messi a disposizione online;

b) 100% dei cittadini con accesso ai dati medicali in formato elettronico;

c) 80% dei cittadini utilizzatori di soluzioni con identità digitale.

Per le infrastrutture, l’obiettivo al 2030 è che tutte le abitazioni siano raggiunte da una rete Gigabit, con tutte le aree popolate coperte dal 5G, e che la produzione sostenibile di semiconduttori e processori sia di origine Ue per almeno il 20% del valore di produzione mondiale. Al 2025 la Commissione punta alla realizzazione di un computer con tecnologia quantistica aprendo la strada affinché l'Europa possa essere all'avanguardia delle capacità quantistiche entro il 2030: l'Ue dovrebbe essere all'avanguardia mondiale nello sviluppo di computer quantistici completamente programmabili e accessibili da ogni parte d’Europa, altamente efficienti dal punto di vista energetico e che saranno in grado di risolvere in poche ore ciò che è attualmente risolto in centinaia di giorni, se non anni. Inoltre al 2030 10mila nodi edge ad alta sicurezza a zero emissioni saranno distribuiti nell'Ue, in modo da garantire l'accesso ai servizi dati con bassa latenza (pochi millisecondi) per tutte le aziende.

Per la trasformazione digitale delle imprese, entro il 2030, più che semplici abilitatori, le tecnologie digitali tra cui 5G, l’Internet of Things, edge computing, intelligenza artificiale, robotica e realtà aumentata saranno al centro di nuovi prodotti, nuovi processi di produzione, nuovi modelli di business basati sull'equa condivisione dei dati nell'economia dei dati. La Commissione elenca esempi settoriali di applicazione delle nuove tecnologie, evidenziando il ruolo centrale delle Pmi nella transizione, non solo perché rappresentano la maggior parte delle imprese dell'Ue, ma anche perché sono una fonte fondamentale d’innovazione economica. Saranno istituiti in tutta l’Ue oltre 200 hub e cluster industriali per l’innovazione digitale a servizio delle Pmi per connettere i fornitori di servizi digitali con gli ecosistemi locali.

Gli obiettivi che fissa la strategia europea al 2030 possono essere così sintetizzati:

a) il 75% delle imprese europee utilizzerà servizi cloud, big data e intelligenza artificiale;

b) più del 90% delle Pmi raggiungerà almeno un livello base d’intensità digitale;

c) le imprese europee aumenteranno le proprie capacità innovative, miglioreranno il loro accesso ai finanziamenti, portando al raddoppio in Europa del numero di startup tecnologiche con una valutazione superiore al miliardo di dollari (Unicorn sturtups).

Gli interventi di digitalizzazione proposti nell’ambito del Programma del Fondo Europeo di Sviluppo Regionale (PO FESR) per il periodo 2021-2027

Il Fondo europeo di Sviluppo regionale (FESR) è destinato a contribuire alla correzione dei principali squilibri regionali esistenti nell’Unione, partecipando allo sviluppo e all’adeguamento strutturale delle regioni in ritardo di sviluppo nonchè alla riconversione delle regioni industriali in declino, con ambiti di sostegno prioritari come ricerca, innovazione e digitalizzazione, competitività e sviluppo del sistema economico, sostenibilità ambientale, transizione ecologica ed economia circolare.

In particolare, nella proposta di Programma del Fondo Europeo di Sviluppo Regionale (PO FESR) per il periodo 2021-2027 elaborata dalla Provincia autonoma di Trento sono stati individuati due Obiettivi Strategici sui quali indirizzare le risorse a disposizione, secondo priorità definite, relativi a:

i) Un'Europa più competitiva e intelligente

ii) Un'Europa resiliente, più verde e a basse emissioni di carbonio.

Dal punto di vista della digitalizzazione, la strategia provinciale nell’ambito del Programma FESR punta a realizzare azioni collocate nei seguenti obiettivi specifici:

a.ii) permettere ai cittadini, alle imprese e alle organizzazioni di ricerca e alla autorità pubbliche di cogliere i vantaggi della digitalizzazione, mediante il potenziamento delle infrastrutture digitali, la progressiva digitalizzazione dei servizi pubblici e la trasformazione digitale delle imprese, secondo i canoni di interoperabilità e sicurezza, in linea con gli obiettivi della “2030 Digital Compass”,

a.v) rafforzare la connettività digitale, tramite il potenziamento della rete di dorsale e di distribuzione in fibra ottica, per una migliore connessione delle aree maggiormente periferiche della Provincia.

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