2.2 Visione e linee di sviluppo per la trasformazione digitale della Provincia autonoma di Trento e
La visione territoriale “Verso il Distretto Trentino Digitale 2026” si muove nel solco delle direttrici strategiche per la digitalizzazione europee e nazionali che traguardano sullo sfondo l’orizzonte temporale del 2026 e che riguardano in particolare il potenziamento di reti e infrastrutture, la realizzazione di piattaforme dati, anche utilizzando tecnologie di intelligenza artificiale, per ricavare informazioni dai dati e abilitare nuove modalità di interazione fra cittadini-imprese e pubblica amministrazione, il cloud, i servizi con al centro l’utenza, le competenze digitali e metodologiche.
Le azioni si inseriscono in un framework complessivo coerente con il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, quale elemento di progettazione e di visione strategica imprescindibile.
Concepire la transizione al digitale come leva per una pubblica amministrazione agente di innovazione e più veloce, significa, in primis, progettare e realizzare servizi digitali di qualità e di facile accesso modellati sulle effettive esigenze dell’utenza e in modalità mobile; rivedere i processi attraverso la reingegnerizzazione e la digitalizzazione delle procedure; investire sullo sviluppo delle competenze digitali e sulla cultura del digitale e introdurre nuovi modelli organizzativi abilitati dall’uso sapiente delle tecnologie.
Significa favorire la logica del punto unico di accesso, che prevede di facilitare il libero accesso diretto in rete alle informazioni e alle procedure, nonché fornire servizi di assistenza a cittadini e imprese così da soddisfare le esigenze di cittadini ed imprese in modo più efficace, attraverso l’ampliamento e la progressiva integrazione dei portali, delle reti, dei servizi e delle infrastrutture tecnologiche.
Significa, in una visione di sistema locale integrato, accompagnare la transizione digitale del territorio, delle amministrazioni, delle organizzazioni, delle persone anche attraverso l’abilitazione di servizi di controllo e tutela per le persone e le infrastrutture, con la promozione di progetti di medio periodo di Internet delle cose e intelligenza artificiale, che consentano di aumentare la capacità di presidiare efficacemente e di interagire con il territorio, sia dal punto di vista ambientale che delle infrastrutture disponibili, per diminuire i rischi e i disagi nella vita quotidiana e ridurre la complessità delle interazioni quotidiane, sia dei cittadini che delle organizzazioni.
Significa, non ultimo ma come fattore abilitante trasversale, valorizzare e mettere a terra le enormi potenzialità dell’intelligenza artificiale, non solo al fine di ricavare informazioni dai dati, ma anche per applicarla ai servizi della PA per abilitare nuove modalità di interazione fra cittadini e imprese e pubblica amministrazione e offrire supporto alle decisioni (policy making).
In particolare, le succitate direzioni di sviluppo sono finalizzate a realizzare una pubblica amministrazione trasformata dalle nuove tecnologie connessa, digitale, inclusiva che:
sostiene le reti di nuova generazione sul territorio
sia efficiente e semplice nel rapporto con i cittadini e gli operatori economici
sia alleata delle imprese e della ricerca
sia laboratorio locale di innovazione nella rete delle pubbliche amministrazioni italiane ed europee
superi il divario digitale con particolare riferimento alle competenze e ai saperi
sviluppi soluzioni applicative di ultima generazione e competenze sui sistemi di analisi e di supporto alle decisioni, sia nella pubblica amministrazione che nell’ecosistema territoriale dell’innovazione.
Nel percorso di realizzazione la Provincia orienta la propria strategia di trasformazione digitale ai seguenti principi, declinati anche nel Piano triennale per l’informatica nella Pubblica Amministrazione 2021-20 23, che rappresentano la sfida della trasformazione digitale evoluta dei territori:
digital & mobile first (digitale e mobile come prima opzione): le pubbliche amministrazioni devono realizzare servizi primariamente digitali;
digital identity only (accesso esclusivo mediante identità digitale): le pubbliche amministrazioni devono adottare in via esclusiva sistemi di identità digitale definiti dalla normativa;
cloud first (cloud come prima opzione): le pubbliche amministrazioni, in fase di definizione di un nuovo progetto e di sviluppo di nuovi servizi, adottano primariamente il paradigma cloud, tenendo conto della necessità di prevenire il rischio di lock-in;
servizi inclusivi e accessibili: le pubbliche amministrazioni devono progettare servizi pubblici digitali che siano inclusivi e che vengano incontro alle diverse esigenze delle persone e dei singoli territori;
dati pubblici un bene comune: il patrimonio informativo della pubblica amministrazione è un bene fondamentale per lo sviluppo del Paese e deve essere valorizzato e reso disponibile ai cittadini e alle imprese, in forma aperta e interoperabile;
interoperabile by design: i servizi pubblici devono essere progettati in modo da funzionare in modalità integrata e senza interruzioni in tutto il mercato unico esponendo le opportune API[12];
sicurezza e privacy by design: i servizi digitali devono essere progettati ed erogati in modo sicuro e garantire la protezione dei dati personali;
user-centric, data driven e agile: le amministrazioni sviluppano i servizi digitali, prevedendo modalità agili di miglioramento continuo, partendo dall’esperienza dell'utente e basandosi sulla continua misurazione di prestazioni e utilizzo;
once only: le pubbliche amministrazioni devono evitare di chiedere ai cittadini e alle imprese informazioni già fornite;
transfrontaliero by design (concepito come transfrontaliero): le pubbliche amministrazioni devono rendere disponibili a livello transfrontaliero i servizi pubblici digitali rilevanti;
codice aperto: le pubbliche amministrazioni devono prediligere l’utilizzo di software con codice aperto e, nel caso di software sviluppato per loro conto, deve essere reso disponibile il codice sorgente
Gli obiettivi del Distretto Trentino Digitale 2026 sono coerenti con i target già previsti nella strategia nazionale (Italia digitale 2026) e prevedono, in particolare, di:
diffondere l’identità digitale, almeno all’80% della popolazione;
colmare il gap di competenze digitali, con almeno il 70% della popolazione che sia digitalmente abile;
portare circa il 75% delle PA a utilizzare servizi in cloud;
erogare il 100% dei servizi pubblici fondamentali attraverso il canale online;
raggiungere, in collaborazione con il Mise, il 100% delle famiglie e delle imprese italiane con reti a banda ultra-larga.

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